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mostra al MAXXI di Roma

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Ieri sera ultimo incontro/conferenza legato a questa mostra sotto l'ambizioso titolo "Le radici spirituali di Franco Battiato".
Tanta gente presente, circa la metà è purtroppo rimasta fuori per mancanza di spazio nella sala.
Nel tentativo di ripercorrere gli incroci spirituali di Battiato si è partiti con Calcara, curatore della mostra, che ha accennato ai mistici indiani apprezzati e letti da Battiato,
poi Mariella Fumagalli e Maurizio Piazza (compagni di merende del nostro a partire da "Baby sitter" fino ad, almeno, "La voce del padrone" hanno parlato di Gurdjieff (più che del rapporto tra Battiato e Gurdjieff), quindi palla a Juri Camisasca (in collegamento da casa sua) che ha dato il suo contributo con la consueta pacatezza e profondità, alternando concetti alti (preghiera, meditazione, citazioni varie...) con aneddoti e ricordi dell'amico.
Poi hanno parlato Padre Guidalberto Bormolini (più che parlare o ricordare Battiato, lui ha fornito una sua interpretazione del pensiero e della pratica spirituale di Battiato) e il Venerabile Massimo Stordi (pur avendo frequentato Battiato negli ultimi anni della sua vita, è sembrato abbastanza un pesce fuor d'acqua)
a sorpresa, per me, un interessante intervento di Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro, due pittori a lungo vicini a Battiato (da quando ha iniziato a dipingere, oltre trenta anni fa...) che hanno parlato della sua pittura, del suo modo di dipingere e del loro avere uno studio all'interno di villa Grazia, uno squarcio inedito su un lato di Battiato ancora poco approfondito (bellissimo l'aneddoto di Zuccaro, che dice che ogni tanto Battiato lo chiamava perché non era convinto di un particolare di un suo quadro, lui arrivava, lo "metteva a posto" e, quando tornava alla villa, lo trovava nuovamente cambiato e riportato allo stato precedente da Battiato, perché alla fine lo preferiva "sbagliato")

in conclusione Giovanni Caccamo, presenza francamente incomprensibile in questo specifico contesto, quando mi è sembrata evidente la mancanza di qualcuno che potesse parlare del rapporto tra Battiato e sufismo, che, come sapete, è stato lungo e appassionato. Davvero non c'era qualcuno della confraternita di Mandel da poter invitare ?

A conclusione di questo ciclo di incontri una mia considerazione: dai ricordi di quasi tutti gli invitati, emerge un Battiato che sì, viveva solitario a Milo, ma allo stesso tempo aveva creato una specie di cenacolo con moltissimi amici e conoscenti che hanno reso villa Grazia un luogo di convivialità, di divertimento, di cultura e di spiritualità. In quella casa sono entrate e uscite le persone più diverse, tutte unite dallo speciale rapporto con Battiato che ci teneva ad averle intorno. Almeno ai miei occhi questo aspetto della personalità di Battiato mi era sconosciuto, pur avendo potuto constatarne direttamente la generosità, la cordialità e la curiosità.

Spero che questi incontri vengano prima o poi resi disponibili per tutti gli interessati.
Inoltre pare che la mostra diventi itinerante e (forse, speriamo) avrà altre occasioni in giro per l'Italia (voci non confermate mi danno L'Aquila come prossimo sito). Staremo a vedere. 

 

Genesi (Admin), Fagiolino e 2 altri utenti hanno reagito a questo messaggio.
Genesi (Admin)FagiolinoVirginiaShockInMyTown
"Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti."

Domani ci vai?

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purtroppo credo di no

"Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti."
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